Beirut, l'aiuto dei giovani tra i palazzi sventrati e le case senza porte e finestre

A Beirut la voglia dei giovani di ogni estrazione etnico-religiosa di ricostruire contrasta con tensioni e tentativi di sovvertimento del quadro politico. "Intendiamo camminare al fianco delle persone più bisognose - dice Jihan Rahal, responsabile della comunicazione di AVSI in Libano - per sostenere la difficile ripresa di un Paese già in ginocchio a causa di una crisi economica devastante; prima della deflagrazione già il 50% della popolazione libanese viveva al di sotto della soglia di povertà, oggi ci sono migliaia di case sventrate, porte e finestre volate via come foglie, muri caduti e tante persone che non possono permettersi di ripararle". "Ed è a loro che stiamo dando un primo aiuto - ha aggiunto Rahal - per consentire soprattutto a chi non ha i mezzi per riacquistare finestre e porte, di tornare a casa". "Il sostegno che AVSI cerca di garantire - ha concluso Jihan Rahal - è alle persone che non riceveranno finanziamenti dalle banche, che faticano ad arrivare alla fine del mese, alle famiglie in cui solo un componente lavora, spesso informalmente e saltuariamente. Gli ultimi della lista, insomma, gli 'invisibili'".

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