Stanze, confinati e connessi. Covid-19: Un urlo contro il razzismo, la canzone che ha cambiato la storia

Nel 1939 nel primo locale di musica jazz non segregato di New York, la cantante afro americana Billie Holiday cantò una canzone destinata a sconvolgere l’opinione pubblica dell’epoca: “Strange Fruit”. La musica popolare scopriva la denuncia politica e sociale in un brano che raccontava l’orrore dei linciaggi ai danni dei neri d’America. Ma la storia di “Strange Fruit” racchiude tante storie: dalla tragedia che la ispirò, alle lotte politiche e sociali dell’autore della canzone, l’insegnante e poeta newyorkese Abel Meeropol, fino al dramma umano della Holiday. Ce ne parla il professore Guido Mariani. Stanze è il video magazine dell’Università di Pavia che durante l’emergenza Coronavirus apre virtualmente le aule e i laboratori del suo ateneo per mettere a disposizione di tutti, in una forma semplice e divulgativa, i saperi dei suoi docenti

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