Sorveglianza speciale per i foreign fighter torinesi: "Saper usare armi è un impianto accusatorio ridicolo"

È stata rinviata l'udienza per decidere se sottoporre alla sorveglianza speciale i tre torinesi, combattenti in Siria a fianco dei curdi, che secondo la procura avrebbero appreso tecniche di combattimento che potrebbero essere utilizzate anche in patria. I giudici si sono riservati di decidere entro 15 giorni se ammettere le testimonianze prodotte dalla difesa o discutere il processo. "Chiaramente abbiamo avuto a che fare con le dotazioni di un corpo militare combattendo a fianco delle Ypg e Ypj – spiega Eddi Marcucci – Ma riteniamo che aver appreso l'uso delle armi rappresenta un impianto ridicolo per la proposta di sorveglianza speciale".
 
Di Alessandro Contaldo

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